Milazzo, impianti fotovoltaici su strutture comunali per fornire luce alle famiglie. Ecco come funziona

Scritto il 21/04/2026
da redazione

STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Produrre energia fotovoltaica sugli immobili comunali e metterla a disposizione delle famiglie milazzesi. La Centrale unica di committenza “Tirrenoecosviluppo” ha iindividuato la società che realizzerà la prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER) cittadina: si tratta del raggruppamento temporaneo composto da Green Wolf Cer srl di Bologna e Ennepro di Milano.
L’iniziativa, sviluppata attraverso un progetto di partenariato pubblico-privato, ha l’obiettivo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili sul territorio comunale a beneficio della collettività.
COME FUNZIONA. L’intervento prevede la progettazione, realizzazione e gestione – per un periodo di 30 anni – di impianti fotovoltaici da installare su edifici e aree di proprietà comunale, con particolare riferimento agli immobili istituzionali e scolastici. Contestualmente sarà costituita la Comunità Energetica Rinnovabile a servizio dei cittadini, promossa dallo stesso Comune. Tutti i costi di realizzazione, gestione e avvio della CER saranno interamente sostenuti dal soggetto aggiudicatario, senza alcun onere a carico dell’Ente.
COS’E’ LA COMUNITA’. La Comunità Energetica Rinnovabile è un modello innovativo che consente a cittadini, imprese ed enti locali di condividere energia prodotta da fonti rinnovabili. L’energia viene immessa nella rete e redistribuita virtualmente tra i membri della comunità, generando benefici ambientali, economici e sociali.
Il progetto permetterà: una riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese; benefici diretti anche per i nuclei in condizioni di povertà energetica; un risparmio per il Comune grazie all’autoconsumo; la produzione e l’utilizzo di energia pulita.
CHI PUO’ ADERIRE. Le famiglie aderenti potranno accedere a energia rinnovabile condivisa, con la possibilità di uscire dalla comunità in qualsiasi momento, senza vincoli.
Milazzo è tra i primi Comuni siciliani con popolazione superiore ai 30 mila abitanti a promuovere questo modello.