STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Lunghe file ai distributori e traffico rallentato in diverse zone della città. Anche a Milazzo, nelle ultime ore, si registra una corsa al rifornimento da parte degli automobilisti, con scene che si ripetono davanti a numerosi impianti.
Non si tratta però di una reale emergenza carburante. Alla base di quanto sta accadendo c’è piuttosto un effetto domino alimentato da timori e notizie che si sono diffuse rapidamente, spingendo molti cittadini a fare il pieno per precauzione. Una reazione che ha finito per congestionare i distributori e creare disagi alla circolazione.
A innescare questa situazione è lo sciopero degli autotrasportatori siciliani, scattato alla mezzanotte di oggi e destinato a durare fino al 18 aprile. La mobilitazione, proclamata dal Comitato trasportatori siciliani, sta interessando l’intero sistema logistico dell’isola, in particolare le attività nei porti commerciali. L’adesione sarebbe molto alta, con circa il 90% delle imprese coinvolte.
La protesta non prevede blocchi stradali, ma punta a fermare le operazioni di carico e scarico dei semirimorchi dalle navi, incidendo così sul trasporto intermodale. Le conseguenze più dirette, almeno nell’immediato, riguardano la distribuzione delle merci e in particolare i rifornimenti verso la grande distribuzione organizzata, più che il carburante.
Nonostante ciò, la percezione di un possibile rischio ha spinto molti automobilisti a muoversi in anticipo, generando le code osservate anche a Milazzo. Una situazione che, al momento, appare più legata alla preoccupazione che a una reale carenza.
Alla base della protesta degli autotrasportatori ci sono criticità ormai strutturali per il settore, a partire dall’aumento dei costi del carburante e della gestione delle attività. A pesare sono anche le incertezze legate ai meccanismi di sostegno come il Sea Modal Shift, i dubbi sulla gestione dei fondi collegati al sistema europeo ETS e il timore per l’introduzione dell’ETS2 nei prossimi anni, oltre al caro traghetti che incide sui collegamenti marittimi.
Nelle ore precedenti all’avvio dello sciopero si è registrato un confronto con le istituzioni, ma senza sviluppi concreti. Il fermo è stato quindi confermato e potrebbe avere ripercussioni nei prossimi giorni, soprattutto sulla disponibilità di prodotti nei supermercati e, più in generale, sulla catena degli approvvigionamenti.
