STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Quando si parla della celebre Spedizione dei Mille e della conquista di Sicilia del 1860 guidata da Giuseppe Garibaldi, l’immagine che subito balza alla mente è quella delle camicie rosse, simbolo indissolubile di eroismo e volontariato patriottico nel Risorgimento italiano. Ma la storia vera, con i suoi dettagli meno celebrati ma altrettanto affascinanti, ci racconta qualcosa di sorprendente: non tutti i garibaldini indossavano il rosso.
Al Museo civico del Risorgimento di Bologna è ora esposta — per la prima volta dopo oltre 160 anni — una giubba garibaldina di colore “caffè”, unico esemplare conosciuto al mondo di questo tipo di uniforme. Questa divisa fu indossata da Primo Baroni, un giovane volontario che partecipò alla storica battaglia di Milazzo del 20 luglio 1860, uno scontro decisivo nella campagna garibaldina sull’isola.
La battaglia di Milazzo fu uno degli scontri più cruenti della campagna in Sicilia: dopo ore di combattimento, su un terreno duro e sotto il sole di luglio, le truppe garibaldine e borboniche si fronteggiarono senza risparmio. Tra gli uomini di Garibaldi, non erano solo le luminose camicie rosse a muoversi verso l’assalto: gruppi di volontari come quelli del Reggimento Malenchini indossavano uniformi improvvisate, realizzate in tela di cotone color caffè.
Perché questa differenza cromatica? A differenza dei volontari più celebri che avevano la fortuna di procurarsi o farsi fornire camicie rosse in lana (il cui uso era diventato iconico), alcuni reparti partivano con equipaggiamenti più modesti. Le giubbe color caffè erano prodotte con materiali più economici e leggeri, più adatti al clima siciliano ma meno duraturi, e venivano spesso sostituite o abbandonate lungo la campagna.
La giubba di Baroni — l’unica sopravvissuta — è un pezzo di storia straordinario proprio perché conserva ancora il foro di un colpo di proiettile alla coscia sinistra, testimonianza materiale di quel giorno di sangue e polvere. Dopo essere stato ferito durante la battaglia, Baroni portò con sé la giubba per tutta la vita, quasi come reliquia personale, fino a donarla al museo.
Oggi, grazie a un meticoloso intervento di restauro sostenuto da Art Bonus, il pubblico può finalmente ammirare questo cimelio unico che racconta una storia dentro la storia: una pagina meno nota del Risorgimento italiano, che arricchisce la narrazione eroica dei Mille con un dettaglio concreto e umano.
