La favola del pienone estivo: A Milazzo la casa diventa un lusso e il turismo (fino ad oggi) non paga

Scritto il 12/09/2025
da redazione

RIFLESSIONI. Pubblichiamo una riflessione di Piero Lamancusa che nei giorni scorsi ha suscitato reazioni sui social. Argomento di stretta attualità che in futuro diventerà sempre più argomento di dibattito anche in vista della imminente campagna elettorale amministrativa.

A Milazzo ci dicono che va tutto bene, che il pienone di agosto è una vittoria, che gli alberghi, le case vacanza e i B&B strapieni significano rinascita. Ma dietro i numeri brillanti c’è la realtà di una città che spinge gli abitanti subalterni ai margini e si riempie di turisti mordi-inquina-fuggi.

Parlano di “tutto esaurito” senza dire che le case diventano affitti brevi e costosi, che la speculazione edilizia lascia interi appartamenti sfitti tutto l’anno per poi affittarli ai turisti a prezzi gonfiati, e che per chi vive qui trovare un alloggio decente è ormai impossibile. Il diritto all’abitare è negato: la proprietà è diventata una chimera, ma oggi persino affittare è un miraggio. E con esso viene negato anche il diritto alla città, il diritto a vivere dove si esiste, a restare nei luoghi che ci appartengono perché li abitiamo, non perché li possediamo.

Si parla di “crescita” mentre la gentrificazione avanza, i quartieri si svuotano di vita e i servizi per chi resta arrancano o spariscono. E nei luoghi dove questo “boom” dovrebbe creare ricchezza — ristorazione e strutture ricettive — la realtà è fatta di sfruttamento stagionale, salari bassi e lavoro precario. La favola di fine estate è sempre la stessa: più presenze uguale più sviluppo. Ma sviluppo per chi? Non per chi lavora piegato sotto turni estenuanti e contratti usa e getta, non per chi deve decidere se restare o partire, non per chi subisce la speculazione degli affitti.

Questa retorica cancella gli abitanti e riduce le città a un prodotto da vendere e consumare, dimenticando che una città è fatta di persone che la vivono, di relazioni, bisogni e diritti. Non servono altri record, né nuove cifre da esibire: servono politiche pubbliche che difendano il diritto alla casa, che regolino gli affitti brevi, che investano in servizi e restituiscano la città a tutte e tutti noi, che la abitiamo davvero. Questo fantomatico boom turistico è solo l’esito dell’ennesimo dispositivo estrattivista, rapace e di sfruttamento che arricchisce i soliti pochi e impoverisce tutti gli altri.

Piero Lamancusa