RIFLESSIONI. Il drone si è alzato, le migliaia di persone assiepate come formiche in Marina Garibaldi sono state riprese, il sindaco Pippo Midili ha potuto postare la foto sui social, è l’obiettivo è stato raggiunto. Dunque ora, a mente fredda, possiamo cominciare a ragionare con calma.
La tre giorni di concerti che hanno fatto da colonna sonora alla edizione 2025 dei festeggiamenti in onore del patrono di Milazzo, Santo Stefano Proto Martire, si è conclusa. Si è cominciato in sordina giovedì 4 settembre con Luca Virago (The Voice Senior), poi è toccata alla classe di Patty Pravo per concludere con la ciliegina sulla torta, Noemi, reduce non solo dalle varie manifestazioni musicali proposte dai canali Rai e Mediaset ma anche dai recenti bagni di folla di San Salvatore di Fitalia e Mistretta. Se si fosse chiuso il contratto – si dice – con Michele Zarrillo al posto di Virago, si sarebbe riesumato il Festivalbar.
Tutto bello, ma facciamo due conti. La tre giorni è costata oltre 150 mila euro. Sessantamila euro Noemi, 40 mila Patti Pravo e 5 mila euro Luca Virago. Somme a cui bisogna aggiungere il 10% di Iva, 12 mila euro di Siae, il service, servizi vari (dall’antincendio alla sicurezza).
Non voglio fare demagogia da bar con ragionamenti del tipo: “Con quei soldi sistemavano le strade”. Gli addetti ai lavori sanno che ci sono finanziamenti regionali ad hoc, capitoli di bilancio dedicati alla promozione, e che le somme sono vincolate a questo tipo di iniziative. C’è un però. La percezione è che questo spiegamento di cantanti abbiano fatto più da colonna sonora ad una silente campagna elettorale che ad una reale esigenza legata alla festa. “Santo Stefano” ha sempre attirato migliaia di persone da tutto il comprensorio, dunque, la “prova di forza” secondo me è stata fine a se stessa.
Al di la dei dati trionfali diffusi dal sindaco che segnerebbero un +20% di turismo a Milazzo, dopo cena in Marina Garibaldi c’era il deserto. Pizzerie e ristoranti hanno lavorato ma poi per strada nel mese di luglio e nella prima metà di agosto sembrava il set di The Walking Dead. Se invece di spendere 150 mila euro in tre giorni si fosse optato per un cantante nazionale e gruppi locali negli altri due giorni, con gli altri 100 mila euro si poteva organizzare una manifestazione a settimana per popolare il centro cittadino anche nel resto dell’estate. Gelati e pizze “perduti” nella “tre giorni” di Santo Stefano recuperati, e Milazzo sarebbe stata veramente una città turistica in estate, periodo in cui i milazzesi partivano alla volta delle più vivaci Barcellona o Messina, cosa impensabile fino a un decennio fa.
D’altronde la capacità produttiva dei vari bar e ristoranti rimane sempre quella, portare 10 mila, 20 mila o 100 mila persone, in concreto cambia poco. Ma sarebbe sorto un problema: il drone con le “formiche” che fine avrebbe fatto?
Gianfranco Cusumano
