RIFLESSIONI. Con la solita foto delle migliaia di persone che popolano la Marina Garibaldi in occasione dei concerti di Ermal Meta e Rocco Hunt e puntualmente pubblicata sulla pagina facebook del sindaco Pippo Midili si chiude ufficialmente la stagione estiva. Un’estate in cui – nell’ultimo scorcio – ha tenuto banco la notizia del sensazionale aumento del +55 % di turismo. Cifra che fa sorridere gli addetti ai lavori visto che l’aumento – come avrebbe detto l’ex ministro Scajola – è avvenuto a loro insaputa. Per molti è stato semplicemente portato alla luce il sommerso delle case vacanze (evidentemente a Milazzo era superiore ad altre realtà) e la permanenza negli alberghi sale probabilmente perché molti turisti diretti alle Eolie preferiscono trascorrere in città la notte precedente alla partenza.
Ma al di la dei numeri, che Milazzo negli ultimi anni sia migliorata (pulizia, manifestazioni, opere pubbliche) è fuor di dubbio. “Diamo a Cesare quel che è di Cesare” (nel caso specifico “a Pippo quel che è di Pippo”), ma di strada ce n’è ancora da fare. Perché quando il turista sceglie Milazzo e non trova i servizi, diventa un boomerang. Mare bello (ma come si raggiunge?), Capo Milazzo bellissimo, la passeggiata della Marina Garibaldi stupenda. E poi? Negozi chiusi la sera e nei giorni festivi. Se dopo cena, vista l’assenza totale di iniziative in centro, si volesse andare a ballare e raggiungere il Capo o uno dei lidi di Ponente, come arriva e, a notte fonda, come ritorna a casa? Vista l’assenza di Taxi sul territorio, l’ex assessore Angelo Maimone (oggi presidente del consiglio) in passato aveva annunciato un accordo con gli Ncc (noleggio con conducente) per tariffe popolari e servizio notturno. Nessuno ne ha mai visto uno. Il Castello di Milazzo, prima del Mish Mash era una vera selva (ho portato personalmente parenti americani che hanno cercato anche invano una bottiglietta d’acqua per dissetarsi), e dire che dovrebbe essere il biglietto da visita.
E poi, non si intravede una strategia di promozione. Pochi lo sanno, ma la città vanta ben due Pro Loco, entrambe legate ad aree politiche ben definite. Tranne una iniziativa legata alla presentazione di libri, che sembra più una passerella di politici e magistrati, si registra il vuoto pneumatico. Sono finiti i tempi in cui contribuivano con migliaia di euro all’organizzazione del cartellone estivo. Evidentemente le casse sono rimaste improvvisamente a secco.
I due punti informativi al Terminal degli aliscafi e alla stazione ferroviaria da anni rimangono desolatamente chiusi. Chiunque volesse chiedere informazioni trova il nulla e non vede l’ora di lasciare questo girone infernale mamertino. Per di più con il naso tappato. Parliamo di turismo e ad accogliere i turisti alla stazione è un centro di smistamento dei rifiuti (o qualcosa del genere), adiacente alla stazione. Immaginate con una temperatura media di 30 gradi che spettacolo e che ricordo possono avere di Milazzo.
A tenere alto il buon nome della Città del capo “che cresce” e le sue acque limpide (alghe permettendo) per fortuna è stato il buon trigone viola che per settimane ha scorrazzato per il mare di ponente dando vita a seguitissimi reel sui social che hanno promosso la città. Meglio di due Pro loco e un’amministrazione comunale messi insieme.
Gianfranco Cusumano