IL COMMENTO. Riceviamo e pubblichiamo il commento del nostro lettore Massimo D’Amore (in questa tornata elettorale vicino a Sud chiama Nord) che fa una personale analisi del voto amministrativo 2026.
,Inizio col “dovere”: complimenti Sindaco, la vittoria è tua.
Ora il “piacere” … questi risultati ci dicono qualcosa che, tuttavia, se leggete i commenti dei giorni scorsi, avevo anticipato ampiamente. Non si trattava solo di amministrative ma di un “test per le regionali” in cui, a bene vedere, si sarebbero dovuti affrontare gli schieramenti nazionali, centro destra Vs centro sinistra.
Cosa ci dicono, invece, questi risultati?
Che Cateno De Luca trionfa a Messina dove pare poter “fare e disfare” sempre con ampio consenso. Tolti i “paesi” come Graniti con il riconfermato Carmelo Lo Monte o Giardini dove invece perde, DE LUCA non ha fatto mistero che la partita vera si giocava a Barcellona e, in parte, a Milazzo.
Barcellona è un risultato clamoroso. Melangela SCOLARO vince con un minimo scarto che tuttavia, sommato a quello di un centrosinistra tenuto in vita dal buon Bongiovanni, espugna la seconda città della provincia da cui provengono i due deputati suoi principali dirimpettai nel centrodestra. Pur con le opportune tare delle specificità delle amministrative, il dato è fragoroso e la indubbiamente pessima precedente amministrazione, combinata col radicamento territoriale della ben voluta Scolaro, hanno fatto la differenza, bacchette magiche, del resto, non ce ne sono.
Milazzo… Che risultato poteva avere De Luca in una città in cui prima era assente e in cui il sindaco uscente ha governato 5 anni senza neppure una significativa opposizione consiliare? Io credo oggettivo che “oltre secondi” non si potesse arrivare e, in questo senso, il risultato massimo possibile è stato ottenuto.
Laura CASTELLI ha dato il sangue “porta a porta”, una “straniera”, come hanno “amato” dire in molti, che batte i “purosangue” milazzesi e si piazza dietro una corazzata di liste che conferma il dato di sei anni fa , oltre il 70% (siamo al 71,50%).
Stavolta MIDILI, infatti, recupera la perdita del 30% rispetto alle sue liste patita sei anni fa, riducendola al “solo” 12,68%. Numeri importanti che lo legittimano politicamente molto di più dell’ultima volta.
Lui, non altri.
Tuttavia, come in ogni battaglia, ci sono vincitori e sconfitti e non lesinerò qualche riflessione in tal senso entrando doverosamente nel dettaglio.
In generale, questa lezione consegna una opposizione variegata con tutti i punti di riferimento presenti.
Ad Italiano si aggiunge infatti, CRISAFULLI, oggi formalmente legittimato dalla lista Sud chiama Nord, e torna la sinistra con GITTO(PD) a cui, francamente, non andava negata una luce in fondo al tunnel.
Ottimo il rientro di Giovanni DI BELLA che, con prova netta e muscolare, mette in riga tutti nella lista del candidato Lorenzo ITALIANOcheentra per “preferenze di lista” e non “di sindaco primo non eletto”; né lui né la Castelli, infatti, raggiungono il 20% “base2 per l’elezione come sindaco “secondo classificato”.
Ma il 12% perso da Midili rispetto alle liste dove è finito?
Oltre metà, praticamente i voti di una lista che prenderebbe due consiglieri, finiscono alla Castelli confermando una oggettiva attrattività della candidata.
Il resto, anche se i flussi sono un attimo più complessi, a Italiano (per una volta più attrattivo delle sue liste di circa il 3,70%) ed al giovane VACCAcui tocca uno spread del 1,86% di “fattore simpatia” rispetto alla sua compagine.
È ovvio che il maggior bailamme “sia” nelle liste della coalizione Midili, e partiamo proprio dalle sue due civiche che se confermano le previsioni che le davano tra i 7 e gli 8 seggi, riservano qualche sorpresa per nomi e relativi voti.
Folgorante il ritorno di Stefania SCOLARO che risulta prima assoluta insieme a Franco RUSSO(una al giorno) ed Alisia SOTTILE, una promessa che si consolida. Elisa MUNAFO’ chiude il quadro impedendo (per ora) il ritorno sugli scranni di Santino SARAO’ ex assessore della giunta Italiano 2005/2010.
Nell’altra lista, Lydia RUSSO e Franco RIZZO confermano le previsioni e sono accompagnati dal ritorno da un altro consigliere dell’era italiano ed ex di Alleanza Nazionale, Nunzio PIZZURRO. Qui, per solo “un voto” (probabilmente quello non assegnato di fronte a me alla sezione 15) rimane fuori, sempre per il momento, Mariagrazia TOTO’ in coppia con l’ex assessore Salvatore GITTOrimasto ancora più indietro malgrado il sostegno del consigliere uscente Antonio Foti. Un attecchimento della corrente moderata (ex sinistra) purtroppo non adeguatamente premiata dagli elettori malgrado le indubbie capacità dei candidati.
Cambiamente lima le previsioni di un seggio (3 anziché 4) e a farne le spese sono nomi conosciuti. Premiato ampiamente l’assessore COPPOLINO, insieme agli uscenti FICARRA e MAGLIARDITI, restano fuori invece AMATO e Nino ITALIANO, indietro la TRIMBOLI cui tuttavia si prepara uno scranno di assessore.
Fuori dal 5%, FARE MILAZZO che, in caso di superamento, avrebbe visto l’elezione di Carmen POLITO.
Andiamo ai Partiti!
Cominciamo da Fratelli d’Italia (2178 voti – 12%) in cui Rosario PIRAINO (506 voti) mette la freccia e sorpassa Mario SINDONI (438) a cui probabilmente pesa il pessimo sostegno dell’assessore uscente FAZZERI(nona)che non supera i 191 voti ed è l’unica componente di giunta a non essere rieletta insieme a NICOSIA (la cui lista non raggiunge il 5%). Si consolida la BAMBACI giunta terza con ben 420 preferenze. Primo dei non eletti il giovane Dario NOSTROoutsider che, con 315 voti, mette dietro l’altra “delusione” della lista, l’uscente Valentina COCUZZA ferma a 295 voti, solo settima e fuori dai giochi. Quattro seggi in linea con le previsioni.
Si scrive Forza Italia(2254 voti – 12,42%) ma si legge Bagli/ Saraò… i due consiglieri uscenti, sommati, fanno oltre 1000 voti e “senza” il partito avrebbe dimezzato il suo (invece) importante risultato che gli consente, inaspettatamente di superare Fratelli d’Italia. Rimane fuori l’uscente STAGNO, ma, soprattutto, il già presidente del consiglio Alessandro OLIVA superato dall’assessore Angelo MAIMONE e dalla new entry Giorgia CAPONE. Qui il rebus sarà l’assessorato. In passato, infatti, sia Bagli che Saraò avevano esplicitato richieste sempre frustrate. Le regole dei numeri, oggi, sembrano non lasciare troppi spazi.
Ultima ma non ultima la civica di area Lega Salvini premier, PRIMA MILAZZO (1.204 voti – 6,63%). Qui la fa da padrone Peppe RUSSO che “trascina” STERRANTINOe lascia fuori l’ex assessore e ex presidente del consiglio Maria Rosaria CUSUMANO e l’avv. Fabrizio SPINELLI. Per essere una delle liste considerate “a rischio” 5%, un buon risultato in cui è palese l’apporto decisivo della componente NOI MODERATI di Felice Nania.
Conclusioni? dobbiamo attendere i fattori riequilibranti delle nomine assessoriali residue per capire.
Questa elezione conferma il ruolo strategico dei “patronati” che vedono eletti ben 5 operatori (Sindoni, Saraò, Bagli, Russo e Sterrantino) il 20% dell’intero consiglio comunale.
Per il resto va confermata la massima che recita “il potere logora chi non ce l’ha” visto che su 24 consiglieri solo 3 sono veramente “nuovi” dell’aula consiliare o non diretta espressione di ex amministratori, Russo e Sterrantino di Prima Milazzo (lega) e Munafò Elisa di Città Futura.
A tutti buon lavoro!