«A Milazzo la droga gira come un fast food»: il grido di una mamma all’inaugurazione della stanza dell’ascolto alla media Zirilli

Scritto il 17/09/2026
da redazione

VIDEO. STAI LEGGENDO MILAZZO 24. «A Milazzo purtroppo la droga gira, e le dipendenze stanno prendendo piede soprattutto tra i ragazzi. Loro sono in una fase di transizione: vogliono sperimentare, provare, sentirsi grandi. E adesso è diventata accessibile anche a loro, con poco». All’I.C. Terzo di Milazzo, nel plesso dela media Zirilli, è stata inaugurata la quinta “The Room of Feeling”, dipinta dal pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri. Dal circle time con genitori e studenti emerge il ritratto di una Milazzo dove le sostanze sono a portata di mano dei minorenni.

«I ragazzini sono a stretto contatto con il crack – sostiene la mamma – che ce l’hanno facilmente accessibile, proprio vicino a noi. La sera c’è la possibilità di reperirlo a niente, molto facilmente. […] Ma adesso la cosa è più eclatante, perché è una sorta di fast food: sono lì, si sa chi sono, e ci si va a prendere con un’estrema leggerezza. Non devi andartela a cercare, te la portano. E questo è ancora più grave.»

«Zone note di spaccio abituale». La denuncia trova conferma nelle parole del dirigente scolastico Alessandro Greco: «Ci sono diverse zone della città di Milazzo e della limitrofa Barcellona che sono notoriamente luoghi di spaccio abituale, anche a prezzi molto bassi. L’accesso alle sostanze stupefacenti è diventato molto semplice».

Alessandro Greco

I numeri del territorio raccontano il resto. A Messina i pazienti in carico ai Ser.D. sono circa 3.000 all’anno, con un sommerso stimato fino a tre volte tanto. Nel 2025 risultano 69 minori tra i 14 e i 17 anni, 148 nella fascia 15-19, 213 tra i 20 e i 24, 336 tra i 25 e i 29. «Il dato più significativo non riguarda solo i numeri assoluti, ma la necessità di costruire una rete integrata e tempestiva», spiega il dottor Pietro Russo, direttore dell’U.O.C. Dipendenze Patologiche dell’Asp di Messina.

C’è poi il capitolo azzardo: un’indagine 2025 dell’ASP di Messina su 1.700 studenti ha rilevato che il 68% ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, tre quarti dei quali anche nell’ultimo anno.

Due funi intrecciate in un nodo. La stanza, quinta delle nove previste in Sicilia, è stata dipinta in tre giorni nel plesso Zirilli da Igor Scalisi Palminteri, il “pittore di quartiere” ideatore del progetto, all’interno di @Lab_School, iniziativa finanziata con oltre 1,7 milioni di euro dall’Assessorato regionale all’Istruzione.

Al laboratorio hanno partecipato 40 persone: 24 studenti, otto docenti e otto genitori. Il tema scelto — condivisione, legame, gruppo — ha preso forma in due funi intrecciate in un nodo. «Un’immagine che ci fa pensare a una cordata, al camminare insieme ed essere uniti lungo tutto il percorso, anche quando si fa duro», spiega l’artista.

L’idea era nata da un alunno di seconda media. Curiosamente, a Milazzo l’ascolto era cominciato prima. Lo racconta il dirigente Greco: «L’anno scorso un ragazzino di seconda media si è avvicinato e mi ha detto che aveva un’idea: trasformare quello che era di fatto un magazzino in una stanza del benessere. “Anche noi abbiamo diritto a rilassarci”, mi ha detto». Il ragazzo portò un disegno, poi trasformato in progetto esecutivo da due insegnanti architette. Quando è arrivata la proposta di ospitare “The Room of Feeling”, le due strade si sono unite.

Durante il laboratorio di media education curato da IncontroSenso (Antonio Macaluso, Rossella Puccio, Costante La Bruna, Monica Ruffino), una studentessa ha chiesto cosa fosse uno psicologo. Le è stato spiegato che aiuta a trovare le parole per un dolore che resta muto. Lei ha risposto che allora, in quella stanza, uno psicologo dovrebbe esserci davvero. Sulla bacheca digitale anonima Padlet, tra i messaggi lasciati in questi giorni, se ne legge uno che vale una diagnosi: «Diventi dipendente se hai tanti vuoti da riempire e nessuno se ne accorge».

All’inaugurazione erano presenti, oltre a Scalisi Palminteri e Macaluso, la docente referente Daniela Cirino, la vicepreside Cinzia Catanzaro, il sindaco Pippo Midili, l’assessora alla Pubblica Istruzione Giulia Buono, il capitano Alberto Del Basso e il luogotenente Antonino Gringeri, comandanti di Compagnia e Stazione dei Carabinieri di Milazzo, e don Piero Di Perri Santo.

L’ultima parola resta a quella madre: «Probabilmente non c’è altro che la comunità come soluzione. Tutti dobbiamo metterci in gioco per arginare il problema. Arrivare a eliminarlo è utopistico, ma dobbiamo tentare. Dobbiamo tentare per i nostri figli, per le famiglie, per un avvenire che deve ancora essere vissuto da tutti».

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