Raffineria di Milazzo, continua lo “sfiaccolamento” della torcia. Le proteste di Adasc e Associazione medici Ambientalisti

Scritto il 11/09/2026
da redazione

Continua lo “sfiaccolamento” della torcia alla Raffineria di Milazzo. Nel pomeriggio diversi impianti sono stati fermati a causa di un problema elettrico avvenuto nel corso di una manutenzione. Secondo fonti interne gli impianti sono in fase di riavvio e le fiamme saranno vosibili ancora per ore. Ad intervenire sulla vicenda è stato ul presidente dell’associazione Adasc, Peppe Maimone: «Ancora una volta la popolazione della Valle del Mela si trova a guardare verso il Polo industriale e a chiedersi cosa stia accadendo – scrive – La fumata verificatasi oggi dalla torcia della Raffineria di Milazzo ha suscitato fortissima preoccupazione tra i cittadini, già esasperati da una situazione ambientale che da decenni rappresenta una delle principali emergenze del territorio. Alle immagini della fumata si aggiungono le numerose segnalazioni relative a forti e persistenti odori molesti, percepiti in vaste aree della Valle del Mela e fino a Barcellona Pozzo di Gotto».

L’ADASC ritiene che non siano sufficienti rassicurazioni generiche. «Basta dire alla popolazione di stare tranquilla. Vogliamo sapere cosa è finito nell’aria– afferma Maimone. Qui non stiamo parlando di un territorio qualsiasi. Stiamo parlando della Valle del Mela, un’area che da decenni sopporta la presenza di un polo industriale di enorme impatto e nella quale la popolazione vive con una costante preoccupazione per la qualità dell’ambiente e per le conseguenze sulla salute».

L’associazione chiede alle autorità competenti di intervenire e di accertare cause, durata e caratteristiche dell’evento verificatosi oggi, verificando ogni eventuale emissione e mettendo a disposizione della cittadinanza i dati rilevati.

«Chiediamo controlli veri – sottolinea Maimone – La trasparenza non è un favore concesso ai cittadini: è un loro diritto. Se tutto è regolare, lo si dimostri con i numeri. Se invece qualcosa non ha funzionato, bisogna dirlo con chiarezza e individuare immediatamente le responsabilità».

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Amaramente ironico il presidente dell’Associazione medici ambientalisti Peppe Falliti. «Non disturbiamo il conducente, non denunciamo, non postiamo foto, non gridiamo allo scandalo, non facciamo le vittime, non lamentiamoci, non parliamo di inquinamento, non parliamo di malattie! E vi spiego pure il perché: anni di denunce, anni di richiesta di risanamento, anni di richiesta di riconversione, anni di richiesta di centraline pubbliche in piazza, anni di proteste… e tutto resta immutato!»

«Hanno comprato le nostre coscienze con finanziamenti a pioggia per feste e festini, hanno finanziato per distruggere i monumenti più belli di Milazzo, hanno contribuito a consolidare un fenomeno politico basato sul ricatto occupazionale» conclude.