Rometta, spiaggia invasa da ombrelloni “segnaposto”. Capitaneria di Milazzo sequestra 40 ombrelloni

Scritto il 01/08/2026
da redazione

Si è conclusa nella prima mattinata odierna un’operazione congiunta tra la Guardia di Milazzo e la Polizia Locale del Comune di Rometta volta alla restituzione alla pubblica fruibilità di più tratti di spiaggia libera occupati da attrezzature lasciate sull’arenile per “non perdere il posto in spiaggia”.

L’attività è scaturita per imporre il rispetto del divieto di mantenimento di attrezzature da mare impedendo la libera e diretta fruizione da parte degli utenti del mare per abusiva occupazione di area demaniale marittima in violazione agli articoli 54 e 1161 del Codice della Navigazione.

Al termine delle operazioni sono stati posti sotto sequestro quasi una quarantina di attrezzature da spiaggia. L’operazione, condotta dal Comune di Rometta e dalla GUARDIA COSTIERA di Milazzo è destinata a sensibilizzare i fruitori a lasciare liberi gli arenili e a scoraggiare la prassi del cosiddetto “segnaposto”.

Nei giorni precedenti il personale della Capitaneria di porto di Milazzo ha inoltre proseguito l’intensificazione dei controlli durante l’operazione nazionale “Mare e Laghi Sicuri 2026” per assicurare un’attività di prevenzione, vigilanza e soccorso a tutela della vita umana in mare, della sicurezza della balneazione e della salvaguardia dell’ambiente marino.

Sono stati elevati 3 (tre) processi verbali amministrativi nei confronti di conduttori di unità

da diporto per navigazione nella Zona A di riserva integrale dell’Area Marina Protetta di

Capo Milazzo e per ancoraggio in area non consentita dall’Ente gestore ove non erano

presenti fondali inserti sabbiosi o ciottolosi.

Sono stati inoltre sottoposti a sanzione amministrativa un subacqueo intento in attività

di pesca nell’area riservata alla balneazione con contestuale sequestro degli attrezzi e

il titolare di una struttura balneare per occupazione della fascia di 5 metri dalla battigia

con natanti da spiaggia che impedivano la libera fruizione.