Taglio del nastro questa sera per il nuovo parcheggio di via Impallomeni al borgo di Milazzo. Dopo anni di abbandono e degrado, l’area – che era diventata nel tempo ricettacolo di rifiuti e sterpaglie – è stata completamente riqualificata e restituita alla città con 81 nuovi posti auto a servizio dei residenti e dei visitatori.
L’intervento è stato realizzato a costo zero per le casse comunali, grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per un importo complessivo di circa 1 milione e 500 mila euro.
I parcheggi saranno fruibili già nei prossimi giorni. In una prima fase la sosta sarà gratuita con disco orario di un’ora, mentre tra alcuni mesi – presumibilmente a partire dall’estate – l’area diventerà a pagamento con una tariffa di 80 centesimi l’ora.
Il primo cittadino ha anticipato il prossimo step del progetto, che prevede la realizzazione di una struttura sopraelevata destinata anch’essa a parcheggio. Proprio in vista di questo futuro ampliamento si è scelto di non procedere con la piantumazione di alberi nell’area.
Il nuovo parcheggio contribuirà a rendere più accessibile e servita l’intera zona del borgo, non solo per le attività legate alla movida, ma anche per i numerosi servizi presenti e in fase di attivazione. L’area, infatti, sarà utile per i visitatori del Santuario di San Francesco di Paola e per il nuovo ospedale di comunità, la cui apertura è prevista il prossimo mese.
Nella stessa zona sono già presenti importanti servizi sanitari come la guardia medica, il consultorio e il centro vaccinale, ai quali si aggiungeranno presto anche il centro di salute mentale, il 118 con le ambulanze e la radiologia d’urgenza, servizi fondamentali per contribuire ad alleggerire il lavoro del pronto soccorso.
«Contestualmente alla realizzazione del parcheggio – ha aggiunto il sindaco Midili – abbiamo potuto intervenire anche sul costone roccioso sovrastante, che rappresentava un rischio per la vicina chiesa di Chiesa di San Rocco. Inoltre è stato recuperato e messo in sicurezza anche il muro seicentesco, grazie a un lavoro svolto in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali».